Translated by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh
the onion, now that’s something else
its innards don’t exist
nothing but pure onionhood
fills this devout onionist
oniony on the inside
onionesque it appears
it follows its own daimonion
without our human tears
our skin is just a coverup
for the land where none dare to go
an internal inferno
the anathema of anatomy
in an onion there’s only onion
from its top to it’s toe
onionymous monomania
unanimous omninudity
at peace, at peace
internally at rest
inside it, there’s a smaller one
of undiminished worth
the second holds a third one
the third contains a fourth
a centripetal fugue
polypony compressed
nature’s rotundest tummy
its greatest success story
the onion drapes itself in it’s
own aureoles of glory
we hold veins, nerves, and fat
secretions’ secret sections
not for us such idiotic
onionoid perfections
Mother tongue: poljski Joined: 15. februar 2010 Location: Poland
RE: Polish poetry in translation
For Szymborska, it is always that one who matters—transient, blind, foolish, the plaything of chance that it miscalls destiny, but also urgent, insistent, full of its own meaning, alive:
Could Have
It could have happened.
It had to happen.
It happened earlier. Later.
Nearer. Farther off.
It happened, but not to you.
You were saved because you were the first.
You were saved because you were the last.
Alone. With others.
On the right. The left.
Because it was raining. Because of the shade.
Because the day was sunny.
You were in luck—there was a forest.
You were in luck—there were no trees.
You were in luck—a rake, a hook, a beam, a brake,
a jamb, a turn, a quarter inch, an instant.
You were in luck—just then a straw went floating by.
As a result, because, although, despite.
What would have happened if a hand, a foot,
within an inch, a hairsbreadth from
an unfortunate coincidence.
So you’re here? Still dizzy from another dodge, close shave, reprieve?
One hole in the net and you slipped through?
I couldn’t be more shocked or speechless.
Listen,
how your heart pounds inside me
Mother tongue: poljski Joined: 15. februar 2010 Location: Poland
RE: Polish poetry in translation
Originally written by Jacek K. on February 2, 2012 3:18 PM
But since you also speak Italian, here is a special for you, from La gioia di scrivere, volume edito da Adelphi a cura di Pietro Marchesani (lui stesso morto recentemente) ...
La gioia di scrivere. Tutte le poesie 1945 – 2009 is a full collection of the poems written by the Nobel Prize Winner between 1945 and 2009. It ranked first among the best-selling books in Italy this past February, with the Corriere della Sera noting a real fever for Szymborska in Italy
The head of Adelphi publishing house, which has already released eight editions of the collection of Szymborska’s poetry, has confirmed that Szymborska’s La gioia di scrivere is the only book in the world to rank first for the fourth time. The Joy of Writing has held the first place in the list of best-selling books. Already 64 thousand copies of the collection have been purchased.
The collection was edited by the eminent translator and expert in Polish Studies, Pietro Marchesani, who died at the end of 2011.
Non arrivavano in molti fino a trent’anni.
La vecchiaia era un privilegio di alberi e pietre.
L’infanzia durava quanto quella dei cuccioli di lupo.
Bisognava sbrigarsi, fare in tempo a vivere
Prima che tramontasse il sole,
prima che cadesse la neve.
Le genitrici tredicenni,
i cercatori quattrenni di nidi tra i giunchi,
i capicaccia ventenni –
un attimo prima non c’erano, già non ci sono più.
I capi dell’infinito si univano in fretta.
Le fattucchiere biascicavano esorcismi
Con ancora tutti i denti della giovinezza.
Il figlio si faceva uomo sotto gli occhi del padre.
Il nipote nasceva sotto l’occhiata del nonno.
E del resto essi non contavano gli anni.
Contavano reti, pentole, capanni, asce.
Il tempo, così prodigo con una qualunque stella del cielo,
tendeva loro una mano quasi vuota
e la ritraeva in fretta, come pentito.
Ancora un passo, ancora due
Lungo il fiume scintillante
Che dall’oscurità nasce e nell’oscurità scompare.
Non c’era un attimo da perdere,
domande da rinviare e illuminazioni tardive.
La saggezza non poteva aspettare i capelli bianchi.
Doveva vedere con chiarezza, prima che fosse chiaro,
e udire ogni voce, prima che risonasse.
Il bene e il male –
Ne sapevano poco, ma tutto:
quando il male trionfa, il bene si cela;
quando il bene si mostra, il male si acquatta.
Nessuno dei due si lascia vincere
o allontanare a una distanza definitiva.
Ecco il perché di una gioia sempre tinta dal terrore,
di una disperazione mai disgiunta dalla speranza.
La vita, per quanto lunga, sarà sempre breve.
Troppo breve per aggiungere qualcosa.
Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ieri alla Farnesina ha sfoggiato un braccialetto rosa shoking. Sopra è impressa una frase: "E' facile, impossibile, difficile, ne vale la pena". ... è un verso della poesia "Ritratto di donna" della Nobel polacca Wislawa Szymborska:
Deve essere a scelta.
Cambiare, purché niente cambi. È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, l'unica al mondo.
Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma ottima consigliera.
Debole, ma sosterrà.
Non ha la testa sulle spalle, però l'avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serva questa vite, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.
Tiene nelle mani un passero con l'ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.
Dove è che corre, non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama o si è intestardita.
Nel bene, nel male, e per l'amor del cielo!
Mother tongue: poljski Joined: 15. februar 2010 Location: Poland
RE: Polish poetry in translation
Qui propongo la lettura di una poesia della poetessa polacca Marzanna Bogumila Kielar, che vive a Varsavia, dove insegna nell'Akademia Pedagogiki Specjalnej. Ha pubblicato diverse raccolte, l'ultima è del 2010 dal titolo Brzeg. Le sue poesie sono tradotte in 22 lingue ed è presente in 40 antologie. Nel 2011 è stata ospite del Festival Iinternazionale di poesia di San Benedetto del Trento. La traduzione della piccola antologia nell'Almanacco è di Francesca Fornari.
Gli amanti
Siamo distesi l'uno accanto all'altro da migliaia di anni.
Ci uniamo come getti di rami perché unisca
un gelame vivo.
Aggrappati l'uno all'altro
come quegli amanti del neolitico trovati intorno a Mantova,
che si abbracciano stretti
nella fossa attorniata da un manto di pietra,
nella terra come in un letto quando un raggio apre la stanza dalla finestra
Le nostre labbra in una vescica d'aria.
In una fenditura che compare nela lastra di ghiaccio del tempo.
Moriranno i nostri dei.
Si spezzeranno le catene di cause avviate avviate dai nostri pensieri, dalle nostre azioni.
Cesseranno di esistere tutte le nostre opere.
Finiranno le parole e tornerà il silenzio.
Il silenzio parlerà ininterrottamente.
Siamo
un vuoto che ha bisgno di una forma per apparire.
I nostri occhi, liberati dalla morte, diventeranno un sole, brilleranno.
I nostri respiri, liberati dalla morte, diventeranno vento -
Mother tongue: poljski Joined: 15. februar 2010 Location: Poland
RE: Polish poetry in translation
Originally written by Jacek K. on February 2, 2012 6:28 AM
Nothing Twice
by Wislawa Szymborska
translated by Clare Cavanagh and Stanislaw Baranczak
Nothing can ever happen twice.
In consequence, the sorry fact is
that we arrive here improvised
and leave without the chance to practice.
Even if there is no one dumber,
if you're the planet's biggest dunce,
you can't repeat the class in summer:
this course is only offered once.
No day copies yesterday,
no two nights will teach what bliss is
in precisely the same way,
with precisely the same kisses.
One day, perhaps some idle tongue
mentions your name by accident:
I feel as if a rose were flung
into the room, all hue and scent.
The next day, though you're here with me,
I can't help looking at the clock:
A rose? A rose? What could that be?
Is it a flower or a rock?
Why do we treat the fleeting day
with so much needless fear and sorrow?
It's in its nature not to stay:
Today is always gone tomorrow.
With smiles and kisses, we prefer
to seek accord beneath our star,
although we're different (we concur)
just as two drops of water are.
http://www.poets.org/viewmedia.php/prmMID/20257
Mother tongue: poljski Joined: 15. februar 2010 Location: Poland
RE: Polish poetry in translation
Wisława Szymborska
Piccoli annunci
[...]
INSEGNO il silenzio
in tutte le lingue
mediante l’osservazione
del cielo stellato,
delle mandibole del Sinanthropus,
del salto della cavalletta,
delle unghie del neonato,
del plancton,
d’un fiocco di neve.
Uczę milczenia
we wszystkich językach
metodą wpatrywania się
w gwiaździste niebo,
żuchwy sinanthropusa,
skok pasikonika,
paznokcie noworodka,
plankton,
płatek śniegu.
Mother tongue: poljski Joined: 15. februar 2010 Location: Poland
RE: Polish poetry in translation
Wisława Szymborska
Riabilitazione
[...]
Dov’è il mio potere sulle parole?
Parole cadute sul fondo di una lacrima,
solo parole che non possono risuscitarli,
descrizione morta come una vecchia fotografia.
Neppure a un mezzo respiro so destarli,
io, Sisifo, incatanato all’inferno della poesia.
Gdzież moja władza nad słowami?
Słowa opadły na dno łzy,
słowa słowa niezdatne do wskrzeszania ludzi,
opis martwy jak zdjęcie w blasku magnezji.
Nawet na pół oddechu nie umiem ich zbudzić
ja, Syzyf przypisany do piekła poezji.
Heure de la nuit au jour
Heure du flanc droit au gauche
Heure pour avant la trentaine.
Heure balayée sous le chant des coqs.
Heure où la terre semble nous chasser.
Heure où nous glace le souffle des étoiles éteintes.
Heure de qu'est-ce qui restera-bien-de-nous.
Heure vide,
sourde, aride.
Fond du fond de toutes les autres heures.
Personne n'est vraiment bien à quatre heures du matin.
Si les fourmis sont bien à quatre heures du matin
Bravo les fourmis. Mais que viennent vite cinq heures
Si tant est que nous devons survivre. http://poems.lesdoigtsbleus.free.fr/id83.htm
"Czwarta nad ranem"
Four a.m.
The hour between night and day.
The hour between toss and turn.
The hour of thirty-year-olds.
The hour swept clean for rooster's crowing.
The hour when the earth takes back its warm embrace.
The hour of cool drafts from extinguished stars.
The hour of do-we-vanish-too-without-a-trace.
Empty hour.
Hollow. Vain.
Rock bottom of all the other hours.
No one feels fine at four a.m.
If ants feel fine at four a.m.,
we're happy for the ants. And let five a.m. come
if we've got to go on living.
Translated by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh
Ora dalla notte al giorno.
Ora da un fianco all’altro.
Ora per i trentenni.
Ora rassettata per il canto dei galli.
Ora in cui la terra ci rinnega.
Ora in cui il vento soffia dalle stelle spente.
Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di-noi.
Ora vuota.
Sorda, vana.
Fondo di ogni altra cosa.
Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino – le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque, se dobbiamo vivere ancora.
Hora de la noche al día.
Hora de un costado a otro.
Hora para treintañeros.
Hora acicalada para el canto del gallo.
Hora en que la tierra niega nuestros nombres.
Hora en que el viento sopla desde los astros extintos.
Hora de y-si-tras-de-nosotros-no-quedara-nada.
Hora vacía.
Sorda, estéril.
Fondo de todas las horas.
Nadie se siente bien a las cuatro de la madrugada.
Si las hormigas se sienten bien a las cuatro de la madrugada
habrá que felicitarlas. Y que lleguen las cinco,
si es que tenemos que seguir viviendo.
Mother tongue: poljski Joined: 15. februar 2010 Location: Poland
RE: Polish poetry in translation
Wisława Szymborska
Vocabulary
"La Pologne? La Pologne? Isn't it terribly cold there?'' she asked, and then sighed with relief. So many countries have been turning up lately that the safest thing to talk about is climate.
"Madame,'' I want to reply, "my people's poets do all their writing in mittens. I don't mean to imply that they never remove them; they do, indeed, if the moon is warm enough. In stanzas composed of raucous whooping, for only such can drown the windstorms' constant roar, they glorify the simple lives of our walrus herders. Our Classicists engrave their odes with inky icicles on trampled snowdrifts. The rest, our Decadents, bewail their fate with snowflakes instead of tears. He who wishes to drown himself must have an ax at hand to cut the ice. Oh, madame, dearest madame.''
That's what I mean to say. But I've forgotten the word for walrus in French. And I'm not sure of icicle and ax.
"La Pologne? La Pologne? Isn't it terribly cold there?''
"Pas du tout'' I answer icily.
Translated by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh
"La Pologne? La Pologne? Deve esserci un freddo terribile, vero?" mi ha chiesto, e ha tirato un sospiro di sollievo. Infatti sono saltati fuori tanti di quei paesi che la cosa migliore è parlare del clima.
"Oh signora," vorrei risponderle "i poeti del mio paese scrivono in guanti. Non dico che non se li tolgano mai; quando la luna scalda, allora sì. In strofe composte di grida tonanti, perchè solo questo penetra attraverso il mugghio della tempesta, cantano l'esistenza semplice dei pastori di foche. I classici incidono con ghiaccioli d'inchiostro su cumuli di neve calpestati. Gli altri, i decadenti, piangono sul destino con stelline di neve. Chi vuole annegare deve avere una scure per fare un buco nel ghiaccio. Oh, signora, mia cara signora!".
E' così che vorrei risponderle. Ma ho dimenticato come si dice foca in francese. Non sono sicura del ghiacciolo e del buco nel ghiaccio.
"La Pologne? La Pologne? Deve esserci un freddo terribile, vero?".
- La Pologne? La Pologne? ¿Un frío espantoso, verdad? -me pregunta, y respira con alivio. Son tantos los países que surgen cada dos por tres, que el tema de conversación menos resbaladizo es el clima.
- Madame -me encantaría responderle-, los poetas de mi país escriben con los guantes puestos. Aunque, a decir verdad, a veces se los quitan: sí, cuando cae una luna de justicia. Con estrofas de alaridos punzantes, único medio de apagar el estruendo del vendaval, cantan la vida sencilla de los pastores de focas. Nuestros clásicos hacen cisuras con carámbanos de tinta en la nieve apelmazada. El resto, los decadentes, lloran la suerte de los copos de nieve. Quien quiere morir ahogado debe hacerse con un pico para agrietar el hielo. ¡Ay, madame, querida madame!
Eso es lo que me encantaría decir. Pero no recuerdo cómo se dice "foca" en francés. Ni estoy segura de qué palabras corresponden a "carámbanos" y a "agrietar".
- La Pologne? La Pologne? ¿Un frío espantoso, verdad?
- Pas du tout -respondo glacial.
(Traducción de Ana María Moix y Jerzy Wojciech Stawomirski)
- La Pologne? La Pologne? Tam strasznie zimno, prawda?
- spytała mniei odetchnęła z ulgą. Bo porobiło się tych krajów tyle, że najpewniejszy jestw rozmowie klimat.
- O pani - chcę jej opowiedzieć - poeci mego kraju piszą w rękawicach. Nie twierdzę, że ich wcale nie zdejmują; jeżeli księżyc przygrzeje, to tak.
W strofach złożonych z gromkich pohukiwań, bo tylko to przedziera się przez ryk wichury, śpiewają prosty byk pasterze fok. Klasycy ryja soplem atramentu na przytupanych zaspach. Reszta, dekadenci, płaczą nad losem gwiazdkami ze śniegu. Kto chce się topic musi mieć siekierę do zrobienia przerębli. O pani, o moja droga pani.
Tak chcę jej odpowiedzieć. Ale zapomniałam, jak będzie foka po francusku. Nie jestem pewna sopla i przerębli.
- La Pologne? La Pologne? Tam strasznie zimno, prawda?
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